Come lavora lo psicologo

Cosa fa lo psicologo nel suo studio?

 

Come lavora lo psicologo

In questa pagina racconto come lavora lo psicologo nel suo studio. Di norma seguiamo tutti lo stesso schema:

  1. Il primo contatto
  2. I colloqui di valutazione
  3. Il contratto terapeutico

Tuttavia la specificità della propria formazione, del proprio orientamento scientifico e, sopratutto, la persona che richiede l’aiuto, con le sue caratteristiche e specificità, contribuiscono a rendere singolare ed unico non solo ogni percorso psicologico ma anche ciascuna seduta!

#1 Come lavora lo psicologo nel primo contatto

Molte persone mi chiedono: ma come lavora uno psicologo? quello che desiderano sapere è proprio come fanno le persone a mettersi in contatto con me.

La modalità che io preferisco è quella della telefonata (piuttosto che via sms, in chat o via mail) perchè è l’unica che di fatto mi permette di ascoltare (e non soltanto udire) la richiesta di aiuto.

Il primo breve colloquio telefonico permette l’esplorazione del motivo principale che conduce la persona a richiedere un aiuto specialistico.

La prima telefonata è molto importante perchè mi permette di capire se sono la psicologa adatta alla persona che mi sta chiedendo aiuto, al suo problema o alla sua zona geografica.

Quando mi rendo conto di non essere la psicologa giusta al caso riesco solitamente a fornire dei nominativi alternativi!

Questo per  i seguenti motivi:

  • L’onestà è il principio guida che seguo nella vita come nella professione;
  • Un lavoro fatto male perchè fuori della propria competenza lede l’immagine di tutti gli psicologi e della psicologia;
  • Cercare il modo migliore di aiutare quella specifica persona che me lo sta chiedendo in quanto esperta, talvolta, vuol dire riconoscere di non essere la professionista giusta!

Quindi, la risposta migliore alla domanda “Come lavora lo psicologo?” e come lavoro io nel mio studio, almeno per questa fase iniziale, è:

Ascoltando la richiesta di aiuto e la persona che la pone in modo rispettoso, non giudicante e/o valutante, con onestà personale, intellettuale e professionale.

Può sembrare un aspetto facile e scontato ma in realtà ci vogliono anni di pratica e formazione per arrivare allo sviluppo di questa prima competenza. 

#2 Come lavora lo psicologo nella fase di valutazione

Al primo contatto telefonico segue una fase di valutazione psicologica più approfondita che può durare solitamente da un minimo di 4 colloqui ad un massimo di 10 colloqui.

Questa fase serve non solo allo psicologo ma alla coppia psicologo-paziente.

Più che di valutazione si tratta infatti di un processo di comprensione comune delle motivazioni più profonde che inducono la persona a richiedere aiuto, delle cause della sua sofferenza/malessere o problema presentato.

Un altro fondamentale obiettivo di questa fase è quello di comprendere in che modo è possibile lavorare assieme in futuro e gettare le basi per il terzo step:

#3. Il contratto terapeutico

Il contratto terapeutico è l’esito naturale della fase di valutazione.

Sulla base di quanto emerso durante il processo di conoscenza reciproca e comprensione comune della sofferenza, disagio e problematica riportata, assieme al paziente concordo, in linea di massima, su quali siano gli aspetti sui quali lavorare, sulla frequenza delle sedute e gli eventuali periodi di interruzione.

Un discorso diverso va fatto per la durata della psicoterapia.

Molte persone che mi consultano, infatti, iniziano la fase di valutazione proprio con la speranza ed il desiderio di risolvere in fretta il proprio problema.

Questo è ovviamente comprensibile: quando una persona vive una situazione di malessere, ha un problema o vive un disagio esistenziale profondo che è causa di intensa sofferenza e disagio psicologico, non vede l’ora di liberarsene.

E, tuttavia, il cambiamento non è un prodotto ma un processo che può seguire tempi lenti o veloci a seconda della nostra disponibilità interna, di ciò che accade nella realtà, nel nostro mondo e nella relazione terapeuta-paziente.

Siamo già in un’altra area, quella dell’approccio psicoterapeutico specifico e del modo in cui lo psicologo lo declina nella sua pratica.

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